Monferrini di Aleramo

Ingredienti
Nocciole Piemonte IGP, Burro, Zucchero, Farina.

Descrizione
La tonda gentile al cubo.

Monferrini di Aleramo

Come e quando gustarli
Un buon bicchiere di moscato si accompagna benissimo ai lingottini, piccole delizie preparate con gli stessi ingredienti della torta Gagliaudo, ma con la comodità della porzione singola. A merenda con una tazza di tè o, perché no, in una fredda serata d’inverno con una tazza di calda cioccolata, magari arricchita con panna.

Storia

Come nasce questo dolce

La leggenda narra che attorno all’anno 900,  Aleramo, scudiero dell’imperatore Ottone di Sassonia, si innamorò della figlia di quest’ultimo, Adelasia, e fuggì con lei. Dopo molti anni e vicissitudini l’imperatore perdonò i fuggiaschi e concesse ad Aleramo un feudo grande quanto la distanza che sarebbe stato in grado di percorrere a cavallo in tre giorni e tre notti. Purtroppo una notte il cavallo perse un ferro e, non essendoci fabbri a disposizione, Aleramo sopperì con un mattone (il “MON” in dialetto), per ferrare il cavallo (“Frrà” in dialetto). Da questa vicenda nacque il nome Monferrato, territorio che si estende nelle province di Alessandria e Asti.

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